Domande e risposte

Innanzi tutto la differenza è nel target: Epic si rivolge a società di capitali e non solo a start-up e PMI innovative come accade, invece, nel caso del crowdfunding, mentre dall’altro lato si rivolge esclusivamente a investitori istituzionali e privati qualificati ai sensi della normativa Mifid/Consob, la cui profilatura viene eseguita direttamente da Epic, che è una SIM autorizzata e vigilata da Banca d’Italia e Consob. Le operazioni, inoltre, riguardano non solo l’equity ma anche il debito e l’ammontare delle stesse è liberamente determinabile dall’impresa, non essendo previsto il rispetto di alcuna soglia massima.

Il regolamento del titolo può contenere condizioni particolari a fronte del mancato rimborso, che saranno diverse a seconda che si tratti di un ritardo o di default dell’emittente.

Anche gli investitori stranieri possono manifestare interesse. Secondo l’esperienza di Epic si tratta nella maggior parte di casi di investimenti indiretti, vale a dire di investimenti in quote di fondi specializzati che a loro volta investono in PMI italiane. Questo avviene principalmente per la minor capacità di analizzare capillarmente le singole società emittenti. Vi sono naturalmente casi di fondi esteri specializzati in PMI che hanno costituito un comparto dedicato all’Italia.

L'emittente ha la facoltà di stabilire un ammontare minimo oltre il quale la transazione si può ritenere chiusa anche se non è stato raggiunto l’obiettivo.

La durata effettiva dell'operazione è chiaramente subordinata a quella del periodo di offerta. Ad esempio per i minibond prevediamo in linea di massima che dal momento in cui il set informativo (business plan, rating…) è completo trascorra un periodo di 10-12 settimane fino al regolamento dell'operazione.

Certamente. La piattaforma Epic è in grado di garantire la totale discrezione su quali investitori possono visualizzare le informazioni riservate dell'impresa. Le informazioni pubbliche (come ad esempi i bilanci già depositati) ovviamente saranno visibili a tutti gli utenti.

La documentazione compilata dagli emittenti viene vagliata da Epic ai fini di verificarne la conformità con gli standard interni. Epic non fornisce però alcuna valutazione in merito alla qualità dell'impresa.

Certamente. Viene data piena discrezionalità nell'accettare o rifiutare una o più manifestazioni di interesse, decidendo con quali investitori proseguire la trattativa.

Il taglio minimo varia a seconda del regolamento dello strumento: per i minibond su Epic ad esempio il taglio minimo standard è 10.000 Euro, ma ve ne possono essere anche con taglio minimo da 50.000 o 100.000 Euro.

Bisogna tener conto dei rischi legati ai titoli delle piccole e medie imprese, tra cui soprattutto la scarsa liquidità. In un'ottica di diversificazione del rischio, è opportuno limitare l'esposizione totale in titoli emessi da PMI, ad esempio, a un massimo del 10% del proprio portafoglio e limitare l'esposizione a un singolo emittente a un massimo del 2%.

La logica di questi nuovi strumenti è quella di creare un canale alternativo al tradizionale credito bancario, quindi rappresentano un investimento tipicamente "buy and hold", più che di trading. In caso di richieste da parte di membri della propria community, Epic si adopererà al meglio per favorire lo scambio tra gli aderenti alla piattaforma, ma è bene tenere a mente che non vi è garanzia, anche qualora il titolo fosse quotato, della presenza di un compratore.

Lo strumento emesso è unico e ha un solo ISIN code. Le condizioni alle quali sarà emesso dovranno quindi essere le stesse per tutti gli investitori con i quali l'emittente ha scelto di proseguire la trattativa.

Nella “vetrina” di ogni impresa si trova una panoramica del business, come è strutturato il suo mercato di riferimento, alcuni key financials dei precedenti esercizi e una management overview. Nella parte riservata ("dataroom") c'è il dettaglio del business plan dell'azienda, alcuni investment highlights e il giudizio di rating.