Premessa

Dal 1° gennaio 2014 è entrata in vigore la nuova disciplina armonizzata per le banche e le imprese di investimento contenuta nel Regolamento (UE) N. 575/2013 (di seguito “CRR” o il “Regolamento”) e nella Direttiva 2013/36/EU (di seguito “CRD IV” o la “Direttiva”) del 26 giugno 2013, che traspongono nell’Unione europea gli standard definiti dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria (c.d. framework Basilea 3). In particolare la normativa relativa al terzo pilastro prevede obblighi di informativa al pubblico sull’adeguatezza patrimoniale, sull’esposizione ai rischi e sulle caratteristiche generali dei sistemi di individuazione, gestione e controllo di tali rischi. Per quel che riguarda l’informativa al pubblico, come da Comunicazione della Banca d’Italia del 15 maggio 2015, le “SIM continuano a fare riferimento [alla Circolare 285] nelle more dell’emanazione della nuova disciplina in materia di vigilanza per le SIM e gruppi di SIM”.

Le informazioni rilevate da Epic SIM S.p.A. (si seguito la “SIM” o la “Società”) sia di carattere qualitativo sia quantitativo, sono organizzate secondo i contenuti indicati nella Parte Ottava del Regolamento. Gli obblighi di informativa contenuti nel presente documento si applicano alla SIM individualmente. Non sono presenti società controllate.

La SIM pubblica la presente Informativa al Pubblico sul proprio sito internet all’indirizzo www.epic.it.

Note

Le informazioni quantitative contenute nelle pagine seguenti sono espresse in Euro laddove non diversamente specificato.

Obiettivi e politiche di gestione del rischio

Informativa qualitativa

Nel rispetto del principio di proporzionalità, la Società ha adottato metodologie di misurazione/valutazione dei rischi, e definito un'articolazione organizzativa e sistemi di controllo dei rischi proporzionati alle caratteristiche, alle dimensioni e alla complessità dell’attività svolta. La gestione dei rischi coinvolge, con diversi ruoli e responsabilità, il Consiglio di Amministrazione,  le funzioni operative e di controllo della Società.

Nell’ambito del Processo ICAAP il Consiglio di Amministrazione della SIM svolge con periodicità non ricorrente le seguenti attività:

  • delega il Risk Management, con la collaborazione dell’Alta Dirigenza, per l’identificazione e classificazione dei rischi aziendali cui è sottoposta la struttura organizzativa nello svolgimento dei servizi di investimento.
  • in caso di revisione del piano strategico, valuta la coerenza del capitale disponibile e informa il Risk Manager.

Il Consiglio di Amministrazione della SIM con periodicità ricorrente:

  • determina il livello prospettico del capitale interno complessivo e del capitale complessivo, con riferimento alla fine dell’esercizio in corso al momento dell’approvazione del resoconto ICAAP. La stima dovrà tener conto della prevedibile evoluzione dei rischi e dell’operatività. Dovrà inoltre essere coerente con il piano strategico.
  • monitora l’adeguatezza del processo di Risk Management,
  • valuta il resoconto ICAAP, identificando eventuali aree di miglioramento, sia sotto l’aspetto metodologico che organizzativo, individuando specificamente le eventuali carenze del processo, le azioni correttive da porre in essere e la pianificazione temporale delle medesime,
  • approva il resoconto ICAAP da inviare alla Banca d’Italia entro il 30 aprile di ogni anno.

Il Risk Manager valuta il Resoconto ICAAP prima di sottoporlo all’attenzione del Consiglio di Amministrazione.

Il Collegio Sindacale è tenuto a vigilare sull’adeguatezza e sulla rispondenza del processo di determinazione del capitale interno (ICAAP) ai requisiti stabiliti dalla normativa. A tal fine valuta almeno annualmente, prima della trasmissione alla Banca d’Italia, ma successivamente all’approvazione del Consiglio di Amministrazione, il Resoconto ICAAP esprimendo il proprio parere.

I compiti del Risk Management all’interno del processo ICAAP sono:

  • verifica del rispetto delle regole in materia di vigilanza prudenziale, in relazione a determinati elementi quali:
    • il capitale minimo richiesto,
    • l’adeguatezza patrimoniale,
    • la gestione dei rischi;
  • mappatura e gestione dei rischi operativi, secondo le seguenti fasi:
    • monitoraggio dei rischi,
    • rilevazione dei rischi dalle procedure,
    • identificazione dei rischi,
    • valutazione dei rischi,
    • identificazione dei controlli esistenti,
    • valutazione dei controlli,
    • analisi dei possibili presidi aggiuntivi proposti dai referenti di processo,
    • identificazione delle aree operative,
    • adozione del Modello di valutazione ed analisi dei rischi;
  • predisposizione di report periodici al Consiglio di Amministrazione.

Più specificamente, la Funzione di Risk Management, con il supporto del responsabile Operations, fornisce trimestralmente al Consiglio di Amministrazione l’analisi delle coperture patrimoniali richieste dal Primo Pilastro, sulla base della quale il Consiglio di Amministrazione monitora l’adeguatezza patrimoniale della SIM.

Sulla base delle evidenze del Risk Management, il Consiglio di Amministrazione valuta il grado di esposizione al rischio ed i presidi adottati per mitigare l’esposizione. Al contempo vengono identificati e proposti al Consiglio di Amministrazione nuovi presidi per le aree maggiormente a rischio o per le aree per le quali si è individuato un margine di miglioramento.

In sede di approvazione del Resoconto ICAAP, il Risk Management presenta al Consiglio di Amministrazione il livello prospettico del capitale interno complessivo e del capitale complessivo prendendo a riferimento i dati del budget. La stima tiene conto della prevedibile evoluzione dei rischi e dell’operatività ed è coerente con il Piano Strategico.

Il Risk Management determina l’ammontare del capitale interno complessivo e il capitale complessivo calcolato con riferimento all’ultimo esercizio chiuso.

Il capitale interno complessivo è determinato con un approccio “building block”, che consiste nel sommare ai requisiti patrimoniali regolamentari (richiesti dal Primo Pilastro) l’eventuale capitale interno relativo agli altri rischi rilevanti nel caso in cui il Consiglio di Amministrazione deliberi di calcolare le coperture patrimoniali.

Il Risk Management effettua con cadenza annuale prove di stress per una migliore valutazione dell’esposizione ai rischi e dei relativi sistemi di attenuazione e controllo. Per prova di stress si deve intendere una tecnica quali - quantitativa per valutare la vulnerabilità della SIM ad eventi eccezionali, ma plausibili. Tali prove avranno ad oggetto i principali rischi assunti, tra i quali almeno quello di credito e operativo e saranno oggetto di un report che il Risk Management trasmette con la medesima cadenza all’Amministratore Delegato.

Nell’ambito del proprio ruolo istituzionale il Collegio Sindacale vigila sull’adeguatezza e sulla rispondenza dell’intero Processo ICAAP e del sistema di gestione e controllo dei rischi ai requisiti stabiliti dalla normativa, valutando, in particolare, le eventuali anomalie sintomatiche di disfunzioni degli organi responsabili.

Nello svolgimento delle proprie funzioni il Collegio Sindacale si avvale della collaborazione di tutte le evidenze e segnalazioni provenienti dalle altre funzioni di controllo aziendali. Con specifico riferimento al processo ICAAP, il Collegio Sindacale:

  • supporta il Consiglio di Amministrazione analizzando le politiche per la gestione dei rischi da esso definite e proponendone l’eventuale modifica o aggiornamento;
  • supporta il Consiglio di Amministrazione nella periodica valutazione del processo;
  • valuta il grado di efficienza e di adeguatezza del sistema dei controlli interni;
  • formula osservazioni e proposte agli organi competenti, qualora nell’ambito delle attività di verifica delle procedure operative e di riscontro rilevi che i relativi assetti richiedano modifiche non marginali;
  • redige il parere relativo.

Di seguito si riporta l’illustrazione della posizione relativa della Società rispetto ai rischi di primo e di secondo pilastro e le metodologie di misurazione e le politiche di gestione definite.

Rischio di credito

Il rischio di credito esprime il rischio di perdita per inadempimento dei debitori relativo alle attività di rischio diverse da quelle che attengono al portafoglio di negoziazione di vigilanza.

L’esposizione al rischio di credito interessa principalmente:

  • il deposito/investimento dei mezzi propri della SIM;
  • le commissioni per l’attività di mediazione e collocamento da addebitare alla controllante;
  • le attività materiali;
  • i ratei attivi;
  • le garanzie rilasciate per l’affitto degli uffici aziendali.

Al fine di misurare l’esposizione al rischio di credito la Società adotta le regole di vigilanza prudenziale previste dalla metodologia standardizzata, nell’ambito della quale sono previste nella disciplina prudenziale specifiche griglie per l’attribuzione delle ponderazioni in funzione della tipologia delle esposizioni al rischio/controparte e del merito creditizio della controparte.

Rischio di mercato

Il rischio di mercato esprime il rischio che sia il fair value sia i flussi finanziari futuri di uno strumento finanziario aumentino la propria volatilità in seguito a variazione dei prezzi di mercato.

Il rischio di mercato riguarda le posizioni che si riferiscono al portafoglio di negoziazione di vigilanza, che è definito come l’insieme di strumenti finanziari detenuti a fine di negoziazione o per la copertura del rischio inerente. Le posizioni detenute ai fini di negoziazione sono quelle, intenzionalmente destinate a una successiva dismissione a breve termine, assunte allo scopo di beneficiare delle differenze tra prezzi di acquisto e di vendita e di altre variazioni di prezzo o di tasso d’interesse.

La definizione in oggetto non trova riscontro nelle regole operative adottate nei confronti del portafoglio di proprietà. Il portafoglio titoli della Società è composto interamente da depositi di conto conrrente.

In considerazione di tali elementi il rischio di cambio e il rischio di controparte non sono stati considerati tra i rischi da sottoporre a valutazione ai fini ICAAP perché non hanno rilevanza per la Società. Per le medesime considerazioni, non sono stati valutati i rischi di mercato, rappresentati dal rischio di posizione su strumenti finanziari, su opzioni e in merci, né il rischio di regolamento.

Rischio operativo

II rischio operativo esprime il rischio di perdite derivanti da: non conformità, inadeguatezza o disfunzione di procedure, sistemi di controllo, processi e sistemi informativi; inadeguatezza delle risorse umane e da frodi; rischi legali; eventi esogeni. Non sono invece inclusi i rischi strategici e di reputazione.

Con riferimento alla misurazione del requisito prudenziale, ai fini regolamentari, la Società si avvale del metodo dei Fondi propri per i costi operativi fissi, che prevede un requisito patrimoniale pari al 25% dei costi operativi fissi sostenuti nell’ultimo esercizio chiuso ed approvato.

Per gestire e mitigare il rischio operativo, la Società si è dotata di efficienti sistemi di controllo interno, è orientata al rigoroso rispetto delle norme ed è ispirata alla massima trasparenza e prudenza nella gestione aziendale e nella prestazione dei servizi. La società esercita, inoltre, ha mappato e valutato l’esposizione ai i rischi operativi.

Nel corso del 2016 la Società non ha ricevuto alcun reclamo.

Rischio di concentrazione

Il rischio di concentrazione è rappresentato da esposizioni verso controparti, gruppi di controparti connesse e controparti del medesimo settore economico o che esercitano la stessa attività o appartenenti alla medesima area geografica ovvero dalla composizione della base della clientela. Allo stato attuale, tale valutazione non è possibile una valutazione dell’esposizione, visti i bassi livelli di transazioni concluse.

Rischio strategico

Il rischio strategico è il rischio attuale o prospettico di flessione degli utili o del capitale derivante da cambiamenti del contesto operativo o da decisioni aziendali errate, attuazione inadeguata di decisioni, scarsa reattività a variazioni del contesto competitivo.

Ai fini della valutazione dell’esposizione al rischio strategico si evidenzia come la SIM sia esposta in maniera elevata ad un rischio di concentrazione dei propri ricavi derivanti principalmente dall’attività di mediazione. Inoltre, l’esposizione al rischio può considerarsi elevata anche in virtù delle tempistiche, più lunghe di quanto originariamente previste, di raggiungimento del break-even.

La rischiosità della concentrazione su un’attività mono-business è in minima parte mitigata da alcuni elementi legati alle sue peculiarità:

  • l’efficace gestione dei conflitti di interesse derivante dal fatto che SIM è totalmente indipendente;
  • l’elevato grado di semplicità e trasparenza dei prodotti di investimento.

Ai fini della valutazione dell’esposizione al rischio strategico, il cui impatto sulla capacità reddituale della Società interessa prevalentemente la componente dei ricavi, si è proceduto ad individuare le cause che possono incidere in maniera rilevante sulla diminuzione di tali voci.

1. Variazione delle masse in diminuzione causata da due principali fattori:

A. eventi esogeni, quali necessità specifiche di alcuni clienti o l’evoluzione particolarmente negativa dei mercati finanziari accompagnata da un crescente clima di sfiducia;

B. eventi endogeni, quali l’insoddisfazione della clientela per i risultati conseguiti o l’inadeguatezza dei prodotti offerti rispetto alla domanda della clientela.

Con riferimento agli eventi esogeni si ritiene che la SIM non sia ancora riuscita, in questo periodo, a raggiungere una quota di mercato soddisfacente.

Relativamente agli eventi endogeni non si ritiene che la SIM sia esposta in misura rilevante alla luce dei seguenti elementi:

  • sostanziale assenza di reclami ricevuti da parte della clientela nel corso dell’attività;
  • costante crescita del numero di aderenti alla piattaforma.

Le misure adottate allo scopo di mitigare l’esposizione a tale fattore di rischio sono rappresentate:

  • dalla capacità di “contatto” del Management sui diversi segmenti di clientela, sia lato imprese, sia lato investitori- In particolare, al fine di focalizzare al meglio l’attività di sviluppo della clientela imprese sono stati meglio precisati dei pre-requisiti dimensionali, economici e patrimoniali. Tali pre-requisiti sono stati condivisi con i principali advisor;
  • dal miglioramento continuo del servizio in aderenza all’evoluzione dei mercati finanziari e della domanda della clientela.
  • dalla fidelizzazione dei clienti che rappresentano il core business della società anche attraverso accordi con definiti livelli di servizio.
  • dalla apertura di contatti con primarie istituzioni e banche finalizzati alla definizione di accordi di collaborazione nel campo della finanza di impresa. Si ritiene che tali accordi possano avere una rilevanza strategica per la SIM, laddove rafforzano il profilo istituzionale della stessa, con attesi miglioramenti dello standing commerciale presso imprese e investitori, con particolari effetti positive sulla affermazione dei processi e della documentazione standard proposti dalla SIM.

Rischio di reputazione

Il rischio di reputazione è il rischio attuale o prospettico di flessione degli utili o del capitale derivante da una percezione negativa dell’immagine della SIM da parte di clienti, controparti, investitori o autorità di vigilanza.

I tratti distintivi del rischio in oggetto sono:

  • la presenza di un carattere strutturale permanente;
  • la derivazione da rischi appartenenti ad altre categorie, in prevalenza ai rischi operativi, che si trasformano in rischio reputazionale.

Ai fini della valutazione dell’esposizione della Società a tale rischio si è provveduto, in primo luogo, ad individuare i punti di forza delle stesse:

  • la professionalità derivante dalle approfondite esperienze personali in tutti i settori di attività;
  • l’attenzione al cliente che si sostanzia nel porre al centro dell’attività il rapporto con la clientela e nella capacità di mantenere con continuità i rapporti personali con i clienti al fine di assicurare la qualità del servizio.

L’esposizione a tale fattispecie di rischio è determinata, in via generale, dagli eventi di rischio che possono inficiare i punti di forza sopra individuati ovvero trasformare gli stessi in punti di debolezza come ad esempio la possibilità che gli esponenti aziendali della SIM possano essere sanzionati dall’Autorità di Vigilanza a seguito di un procedimento ispettivo.

Si ritine che l’esposizione a tale rischio possa ritenersi bassa.

Per la mitigazione del rischio reputazionale sono state intraprese azioni che consentono di ridurre la probabilità di accadimenti che possono peggiorare la reputazione aziendale. Tale minimizzazione dei fattori di rischio viene raggiunta attraverso le seguenti misure:

• mappatura dei meccanismi di controllo dei fattori di rischio operativo;

• rigoroso processo di selezione e formazione delle risorse umane;

• stretta interazione tra le funzioni deputate al controllo e quelle di gestione e di supervisione strategica.

Rischio di liquidità

Rischio che la SIM non sia in grado di adempiere alle proprie obbligazioni alla loro scadenza.

Il rischio di liquidità si manifesta in genere sotto forma di inadempimento ai propri impegni di pagamento, che può essere causato da incapacità di reperire fondi (funding liquidity risk) ovvero dalla presenza di limiti allo smobilizzo delle attività (market liquidity risk).

Nell’ambito dei rischi di liquidità si ricomprende anche il rischio di fronteggiare i propri impegni di pagamento a costi non di mercato, ossia sostenendo un elevato costo della provvista ovvero (e talora in modo concomitante) incorrendo in perdite in conto capitale in caso di smobilizzo di attività.

La Società inoltre fa fronte alle esigenze di cassa con l’autofinanziamento aziendale senza ricorso, in via ordinaria, all’accensione di debiti bancari.

L’esposizione al rischio di inadempimento ai propri impegni di pagamento si manifesta con riferimento ai rapporti con i soggetti debitori relativi alla gestione ordinaria (fornitori, dipendenti, erario, etc.).

Alla luce delle considerazioni sopra esposte, la SIM ritiene di considerare non misurabile tale esposizione al rischio.

Fondi Propri

Informativa qualitativa

I Fondi Propri sono costituiti dagli elementi patrimoniali di qualità primaria, in altre parole il capitale versato e le riserve. Non vi sono elementi patrimoniali di qualità secondaria quali per esempio: riserve da valutazione, strumenti ibridi di reperimento di patrimonio, strumenti finanziari innovativi di capitale o passività subordinate.

Informativa quantitativa

Di seguito è rappresentata la composizione dei Fondi Propri della SIM al 31 dicembre 2016, con il dettaglio dei singoli elementi che lo costituiscono.

Evoluzione dei fondi propri Importo EUR
Capitale versato 1.767.600
Sovrapprezzo di emissione 457.917
Utili o perdite portati a nuovo -445.153
Utili o perdite di periodo: -764.935
(-) quota dell'utile del periodo non inclusa nel CET1  
Altre componenti di conto economico accumulate (OCI)  
Riserve - altro 0
Strumenti di CET1 oggetto di disposizioni transitorie (grandfathering)  
(-) altre attività immateriali al lordo dell'effetto fiscale -483.012
Totale Capitale primario di classe 1 532.417
Totale Capitale di classe 1 532.417
Totale fondi propri 532.417

Requisiti di Capitale

Informativa qualitativa

Il capitale interno complessivo è stato determinato utilizzando un approccio “building block” che consiste nel sommare ai requisiti regolamentari, a fronte dei rischi del primo pilastro, l’eventuale capitale interno relativo agli altri rischi rilevanti. Si è stabilito di adottare quale nozione di capitale complessivo il Patrimonio di Vigilanza.

La SIM, coerentemente alla propria classe regolamentare di appartenenza definita nell’ambito della disciplina sul II Pilastro (Macro-categoria IV ai fini SREP), misura il capitale interno mediante metodi semplificati che non implicano il ricorso a modelli sviluppati internamente. Pertanto i requisiti regolamentari complessivi richiesti sono ottenuti come sommatoria algebrica dei requisiti minimi previsti dal I Pilastro.

Informativa quantitativa

Si riportano di seguito i requisiti patrimoniali al 31 dicembre 2016:

Riepilogo coperture rischi Importo EUR
Fondi propri per rischio di credito-controparte 16.459
Fondi propri-costi operativi fissi 244.526
Fondi propri a copertura rischi 244.526
Totale Fondi Propri 532.417

Le disposizioni di vigilanza prudenziale richiedono alla Società di soddisfare i seguenti due requisiti in termini di adeguatezza patrimoniale:

  • Ammontare dei Fondi Propri uguale o superiore al maggiore importo tra (i) la somma delle coperture patrimoniali a fronte del rischio di cambio, del rischio di credito e del rischio di controparte e (ii) della copertura patrimoniale richiesta per il rispetto del Fondi Propri per i costi operativi fissi;
  • Coefficienti di capitale superiori a quelli regolamentari modificati dalla Banca d’Italia nell’ambito dello SREP.
Coefficiente di capitale primario di classe 1 (CET 1 ratio) pari al 4,5% 17,42%
Coefficiente di capitale di classe 1 (Tier 1 ratio) pari al 6% 17,42%
Coefficiente di capitale totale (Total Capital ratio) pari al 8% 17,42%

Come si nota, la Società soddisfa entrambi i requisiti di adeguatezza patrimoniale.

Rischio di credito: informazioni generali

Informativa qualitativa

Al fine di misurare l’esposizione al rischio di credito la Società adotta le regole di vigilanza prudenziale previste dalla metodologia standardizzata e la definizione di crediti “scaduti” e “deteriorati” previste dalle disposizioni di vigilanza. A tale proposito si precisa che la Società non presenta, al 31 dicembre 2016, esposizioni in crediti “scaduti” o “deteriorati” e che nel corso del periodo di riferimento non sono state fatte rettifiche di valore. Vista la natura principale delle esposizioni (depositi in conto corrente a vista in aziende di credito eventualmente di rilevanza sistemica), la Società non adotta alcuna tecnica di attenuazione del rischio di credito.

Informativa quantitativa

Di seguito si fornisce il dettaglio delle esposizioni creditizie relative al periodo di riferimento, distinte per principali tipologie:

Tipologia di credito Valore non ponderato Fattore di ponderazione Valore ponderato
a) esposizioni verso amministrazioni centrali o banche centrali
Ponderazione allo 0% 115 0% 0
f) esposizioni verso enti:
Ponderazione al 20% 630.970 20% 126.194
Ponderazione al 100% 0 100% 0
g) esposizioni verso imprese
Ponderazione al 100% 35.000 100% 35.000
h) esposizioni al dettaglio 25.409 100% 25.409
Altre esposizioni 19.136 100% 19.136
Totali 710.630   205.739
Fondi propri per rischio di credito 205.739 8% 16.459,12

Rischio operativo

Informativa qualitativa

La società si è dotata di efficienti sistemi di controllo interno, è orientata al rigoroso rispetto delle norme ed è ispirata alla massima trasparenza e prudenza nella gestione aziendale e nella prestazione dei servizi. Nel corso del 2015 la Società non ha ricevuto alcun nuovo reclamo.

Informativa quantitativa

Sulle proprie caratteristiche dimensionali e complessità operativa, la Società ha adottato per la quantificazione dei rischio operativo il metodo il metodo dei Fondi Propri per i costi operativi fissi. Il coefficiente regolamentare è pari al 25 per cento dei costi operativi fissi sostenuti nell’ultimo esercizio.

Fondi propri per costi operativi fissi 2016
Costi operativi fissi previsti 978.104
Spese amministrative 933.830
Altri oneri di gestione 44.274
Fondi propri per costi operativi fissi 244.526
Spese amministrative 933.830
(a) spese per il personale 596.719
(b) Altre spese amministrative 337.111

Sistemi e prassi di remunerazione e incentivazione del personale

In ottemperanza agli obblighi normativi in materia di politica e prassi remunerative relativi alle categorie di personale le cui attività professionali hanno un impatto rilevante sulla SIM, si specifica che il 2017 sarà il primo anno in cui troveranno applicazione.