I testi seguenti sono tratti dalla presentazione del Professor Valter Cantino del 21.02.2013

Le novità introdotte dai Decreti Sviluppo, Crescita e Competitività offrono la possibilità alle società non quotate di emettere titoli obbligazionari che prevedano clausole di partecipazione agli utili di impresa e di subordinazione, purché la durata, come per le obbligazioni ordinarie, non sia inferiore a 36 mesi.

La clausola di partecipazione regola la parte del corrispettivo spettante al portatore del titolo obbligazionario, commisurandola al risultato economico dell’impresa emittente. 
La società emittente titoli partecipativi si obbliga a versare annualmente al soggetto finanziatore, entro trenta giorni dall’approvazione del bilancio, una somma commisurata al risultato economico dell’esercizio in percentuale pari a quella indicata nel regolamento dello strumento. Il tasso d’interesse riconosciuto al portatore del titolo non può essere inferiore al Tasso Ufficiale di Riferimento e quindi questo costituisce la parte fissa. Le regole di calcolo della parte variabile del corrispettivo sono fissate all'atto dell'emissione, non possono essere modificate per tutta la durata dell'emissione, sono dipendenti da elementi oggettivi e non possono discendere, in tutto o in parte, da deliberazioni societarie assunte in ciascun esercizio di competenza. Per quanto riguarda la parte variabile, il Decreto Sviluppo bis ha, inter alia, precisato che il parametro di riferimento è l’utile d’esercizio di cui alla voce 24 del conto economico e il rapporto tra obbligazioni partecipative e capitale sociale + riserve legali e disponibili). La componente variabile del corrispettivo costituisce oggetto di specifico accantonamento per onere nel conto economico della società emittente.

La clausola di subordinazione definisce i termini di postergazione del portatore del titolo ai diritti degli altri creditori della società (ad eccezione dei sottoscrittori del solo capitale sociale).
Le emissioni di obbligazioni subordinate rientrano tra le emissioni obbligazionarie e ne rispettano i limiti massimi fissati dalla legge.

Sono state introdotte allo scopo di finanziare le start up, i turnaround tecnologici o per il rilancio aziendale. A titolo di esempio possono essere utilizzate per operazioni ponte verso l'aumento di capitale, per operazioni di ristrutturazione del debito, per finanziamento di operazioni di investimento a medio-lungo termine, come strumenti alternativi ad operazioni di private equity.

Le obbligazioni partecipative subordinate sono strumenti “ibridi” caratterizzati dall’assenza di diritti partecipativi di natura amministrativa.